"In un regime totalitario gli idioti ottengono il potere con la violenza e gli intrighi... in una democrazia, attraverso libere elezioni..."

venerdì 9 agosto 2013

FEMMINICIDIO: IL GOVERNO ALZA LA VOCE, I MEDIA SUSSURRANO!

Autore: Rodolfo Marangotto



Ho appreso con vera soddisfazione dai telegiornali di ieri che il governo ha varato un decreto legge contro il femminicidio.
Una parola che i più diffusi vocabolari interattivi non riconoscono ancora, ma che purtroppo il destino di troppe donne ha conosciuto.

Una straordinaria decisione, che non ha atteso le abituali lungaggini della politica italiana ma che ha risposto alle concrete esigenze della nostra società. Le misure introdotte non saranno l'antidoto al problema, ma consentiranno di reprimere la violenza famigliare fin dalle prime avvisaglie, ponendosi al fianco delle donne per un sostegno reale e un aiuto concreto nel superare la paura della denuncia, spesso il vero ostacolo alla cura di questo male.

Sulla scia delle tristi vicende di cronaca degli ultimi mesi, l'esecutivo al servizio di Palazzo Chigi è riuscito ad intervenire con vero spirito di dovere nonostante il mare agitato in cui naviga la politica italiana e il gravoso problema della crisi economica.

Nota dolente di questo importante passo del nostro paese è la visibilità data dai media. I telegiornali non hanno di certo dimenticato la notizia, lanciata sempre, comunque, oltre la metà della trasmissione. I quotidiani hanno dato semplicemente il peggio. Su 15 testate giornalistiche nazionali, soltanto 2 hanno avuto il coraggio di aprire la prima pagina con la notizia del decreto legge anti-femminicidio: l'Unità e il Secolo XIX.

La cosa più raccapricciante è che le notizie sparate nei titoli cubitali ruotavano tra la data (presunta) del congresso del PD, l'ennesima puntata del caso Berlusconi-Magistratura e la soppressione o salvataggio  dell'Imu!!!

Ritengo che nessuna notizia poteva meritare la pole-position rispetto al provvedimento normativo contro la violenza alle donne.

Perché i media insistono nel propinarci i risvolti più biechi di una politica ormai declassata a gossip di palazzo, senza nessuno scrupolo intellettuale? Perché non cercare uno slancio verso una diversa dimensione dell'interesse sociale, degna di un paese come l'Italia?

Le dinamiche giornalistiche ormai sono al pari di quelle pubblicitarie: indirizzare gli articoli e i titoli in funzione dell'appeal mediatico sulla gente e non risaltare l'importanza di un provvedimento politico finalizzato a diminuire la violenza e gli omicidi di donne!

Una volta tanto i nostri governanti hanno dimostrato carattere, speriamo che anche il mondo giornalistico sia più virtuoso e meno commerciale!

1 commento:

Emiliano Bonatti ha detto...

L'Italia è ormai incastrata da anni in un terribile cortocircuito, una spirale che si auto-alimenta dalla quale si potrà uscire, temo, solo con qualche evento di "rottura" di grosso calibro:
-il popolo si lamenta dei politici, ma questi non sono altro che l'esatta riproposizione in scala del popolo stesso;
-il politici non sono in grado di (o non vogliono) cambiare una società che puntualmente li ri-elegge;
-i media sono il più potente mezzo per mantenere basso il livello globale e mantenere lo status-quo.
E da qui il circolo vizioso riparte.

Non se ne esce...